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L’ipertensione resistente

definita come una pressione arteriosa che permane al di sopra del target di
trattamento, nonostante l’uso di farmaci ipertensivi appartenenti a 3 o più classi.
Che cos’è

L’ipertensione arteriosa

Nel mondo ci sono circa un miliardo di persone ipertese. In Italia gli ipertesi sono più di 15 milioni e ognuno di essi costa in media 500 Euro al trimestre solo ed esclusivamente per i farmaci che assume.
L’ipertensione arteriosa resistente è una ipertensione molto alta e non curabile attraverso i farmaci.

L’ipertensione arteriosa è responsabile di un elevato carico di morbilità e mortalità cardiovascolare nel mondo. Sebbene siano disponibili numerose strategie farmacologiche razionali ed integrate, il controllo di questa patologia rimane ancora oggi largamente insoddisfacente. Il mancato controllo dei valori pressori in pazienti con ipertensione arteriosa in trattamento ha un notevole impatto sul rischio cardiovascolare globale, poiché aumenta in modo considerevole il rischio di sviluppare complicanze macrovascolari e microvascolari.


L’ipertensione arteriosa viene arbitrariamente definita “resistente” o “refrattaria” quando non sono raggiunti gli obiettivi pressori raccomandati (pressione arteriosa clinica <140/90 mmHg oppure <130/80 mmHg in pazienti con diabete mellito di tipo 2) in presenza di una strategia terapeutica che includa modificazioni dello stile di vita e l’assunzione di almeno tre classi di farmaci antipertensivi, tra cui un diuretico, a dosi adeguate.

I più importanti fattori di rischio
predittivi di IR sono i seguenti:
Età anziana;

Elevati valori pressori di base;

Obesità;

Eccesso di sale nella dieta;

Malattia renale cronica;

Diabete;

Ipertrofia ventricolare sinistra;

Sesso femminile

Procedura mini-invasiva

Trattamento

La denervazione renale è una nuova procedura mini-invasiva in grado di ridurre in modo significativo la pressione arteriosa.

Il Razionale della Denervazione Renale

Esiste un legame tra i nervi renali del Sistema Nervoso Simpatico (SNS) e la pressione sanguigna. I segnali provenienti dal SNS e diretti ai reni aiutano a controllare il flusso sanguigno renale, la ritenzione dei sali e l’attivazione del sistema renina-angiotensina, un meccanismo ormonale di regolazione della pressione. A loro volta, i segnali provenienti dai reni e diretti al Sistema Nervoso Centrale (SNC) attivano meccanismi di regolazione globali, ma possono anche causare una stimolazione eccessiva, che è causa dell’ipertensione arteriosa.
La denervazione renale consiste nel disattivare in modo selettivo parte delle terminazioni nervose che decorrono lungo le pareti esterne delle arterie renali, determinando una duratura riduzione della pressione sanguigna.



Procedura

La procedura di denervazione delle arterie renali viene eseguita per via percutanea mediante accesso attraverso l’arteria femorale. A questo livello, previa anestesia locale, si introduce un catetere guida 6F, all’interno del quale viene fatto scorrere un catetere dotato di un elettrodo sulla punta in grado di erogare energia a radiofrequenza. Il catetere guida viene posizionato all’origine dell’arteria renale in modo da consentire l’introduzione dell’elettrocatetere all’interno dell’arteria renale. A questo punto si effettuano 4-6 trattamenti locali della durata di circa 2 min ciascuno, con emissione di radiofrequenze che consentono l’ablazione delle innervazioni simpatiche, partendo dall’estremità distale fino a raggiungere quella prossimale, ruotando il catetere e distribuendo i punti a spirale lungo tutta l’arteria renale. Durante ciascuna erogazione di energia, il generatore di radiofrequenza controlla le variazioni di impedenza, temperatura e potenza. In questo modo, entrambi i reni vengono funzionalmente esclusi dall’innervazione afferente ed efferente del sistema nervoso simpatico



La procedura di denervazione delle arterie renali viene eseguita per via percutanea mediante accesso attraverso l’arteria femorale. A questo livello, previa anestesia locale, si introduce un catetere guida 6F, all’interno del quale viene fatto scorrere un catetere dotato di un elettrodo sulla punta in grado di erogare energia a radiofrequenza. Il catetere guida viene posizionato all’origine dell’arteria renale in modo da consentire l’introduzione dell’elettrocatetere all’interno dell’arteria renale. A questo punto si effettuano 4-6 trattamenti locali della durata di circa 2 min ciascuno, con emissione di radiofrequenze che consentono l’ablazione delle innervazioni simpatiche, partendo dall’estremità distale fino a raggiungere quella prossimale, ruotando il catetere e distribuendo i punti a spirale lungo tutta l’arteria renale. Durante ciascuna erogazione di energia, il generatore di radiofrequenza controlla le variazioni di impedenza, temperatura e potenza. In questo modo, entrambi i reni vengono funzionalmente esclusi dall’innervazione afferente ed efferente del sistema nervoso simpatico



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