Domande e Risposte

Covid 19

In questa sezione è possibile consultare le principali FAQ legate all’emergenza Covid-19
La conoscenza è la strada per il successo

Le domande
più frequenti

COVID-19 è il nome della malattia da nuovo coronavirus: “CO” indica corona, “VI” virus, “D” significa disease (malattia in inglese) e 19 si riferisce al 2019, l’anno della sua comparsa.


  • Che cos’è COVID-19?
  • Quali sono le cause di COVID-19?
  • I primi sintomi da Covid 19
  • Diagnosi e Tampone
  • Chi viene sottoposto al test?
  • Cosa si fa in caso di positività?
Che cos’è COVID-19?

Il nuovo Coronavirus SARS-CoV-2 è un virus respiratorio che appartiene alla grande famiglia dei coronavirus (CoV); il nome Coronavirus deriva dalla presenza di punte a forma di corona sulla superficie del virus.

I coronavirus possono rendersi responsabili di diverse patologie di entità variabile: dal raffreddore a sindromi respiratorie più serie come la MERS (sindrome respiratoria mediorientale, Middle East respiratory syndrome) e la SARS (sindrome respiratoria acuta grave, Severe acute respiratory syndrome).

Quali sono le cause di COVID-19?

COVID-19 è dovuta all’infezione da Coronavirus SARS-CoV-2. Il nuovo coronavirus è stato chiamato Coronavirus SARS-CoV-2 dal “Coronavirus study group” dell’International Committee on Taxonomy of Viruses (la commissione deputata a classificare e a denominare i virus) perché ritenuto “fratello” del virus responsabile della SARS (SARS-CoV).

I coronavirus sono comuni in specie animali come i pipistrelli e i cammelli, ma possono evolvere e infettare l’uomo; questa capacità dei virus presenti nel mondo animale di diventare patogeni per l’uomo si chiama “salto di specie” o spillover. A oggi conosciamo sette tipologie di coronavirus umani, i primi furono identificati a metà degli anni Settanta, mentre gli ultimi sono più recenti (SARS-CoV, 2002; MERS-CoV, 2012), fino al nuovo coronavirus SARS-CoV-2 del 2019.

Le goccioline del respiro sono la modalità di trasmissione principale del virus; queste possono passare da una persona all’altra attraverso uno starnuto, un colpo di tosse e contatti diretti personali, ma anche attraverso le mani che se non lavate possono essere contaminate e trasmettere il virus ad altri tramite il semplice contatto (si pensi a una stretta di mano: se il soggetto infetto ha le mani contaminate può trasferire il virus sulle mani dell’altro che può a sua volta infettarsi portando una mano alla bocca, agli occhi o al naso). Queste goccioline sono troppo pesanti per rimanere sospese nell’aria e dunque cadono rapidamente, adagiandosi sul pavimento e sulle superfici.

I primi sintomi da Covid 19

I primi sintomi possono comparire in media dai 5 ai 7 giorni (con un minimo di 2 ed un massimo di 14 giorni) dopo il contatto con una persona infetta. Può comparire febbre superiore a 37.5°C o almeno uno dei seguenti sintomi:

– Febbre o brividi;
– Tosse;
– Congestione nasale o naso che cola;
– Perdita del gusto o dell’olfatto;
– Gola infiammata;
– Mancanza di respiro o difficoltà a respirare;
– Diarrea;
– Nausea o vomito;
– Mal di stomaco;
– Stanchezza;
– Mal di testa;
– Dolori muscolari o articolari;
– Scarso appetito o scarsa alimentazione, soprattutto nei bambini di età inferiore a 1 anno.

Alcuni pazienti che contraggono il nuovo Coronavirus, possono sviluppare una polmonite e/o necessitano di un ricovero in terapia intensiva. Pertanto, in caso di comparsa di mancanza di respiro o difficoltà a respirare, che indicano un peggioramento della malattia, è importantissimo chiamare immediatamente il proprio medico curante o i numeri dell’emergenza (112 o 118, a seconda della Regione).
La febbre oltre i 37,5°C, che non scende nemmeno con gli antipiretici, è un importante segnale seguita da tosse secca di solito stizzosa, insistente e senza catarro.
I primissimi sintomi della malattia COVID-19 sono molto simili a quelli dell’influenza stagionale o ad altre malattie simili all’influenza. Tosse, febbre, e dolori muscolari sono presenti in tutte le malattie causate dai virus respiratori.
Per questo, per fare diagnosi certa della malattia è necessario fare un tampone naso-faringeo.
In generale nell’influenza si ha la comparsa improvvisa e rapida di febbre oltre i 38°C con almeno un sintomo generale (malessere/spossatezza, mal di testa, e dolori muscolari) e almeno un sintomo respiratorio (tosse, mal di gola e respiro affannoso). In sostanza, è impossibile distinguere i sintomi della COVID-19 da quelli dell’influenza.
Tuttavia, ci sono alcune differenze chiave tra influenza e COVID-19. Il COVID-19 sembra diffondersi più facilmente dell’influenza e causa malattie più gravi in alcune persone. Può anche volerci più tempo prima che le persone infettate mostrino i sintomi. Inoltre le persone infettate possono essere contagiose più a lungo.

Diagnosi e Tampone

Il metodo più attendibile per diagnosticare l’infezione da SARS-CoV-2 è rappresentato dall’esecuzione di tamponi (bastoncini dotati di una struttura simile a dei cotton fioc), che vengono resi disponibili a seguito di segnalazione da parte di operatori specializzati che afferiscono al dipartimento di prevenzione della Asl territoriale (non possono quindi essere richiesti attraverso il numero telefonico di pubblica utilità 1500 né tantomeno tramite il medico di medicina generale)

Il prelievo del campione avviene solitamente al domicilio del paziente o, quando necessario, in ambito ospedaliero.

Il prelievo può essere effettuato su due tipi di materiale biologico:

  • L’escreato (saliva o muco) presente a livello oro-faringeo: in questo il tampone viene inserito in profondità nella gola, avvalendosi dell’ausilio di un abbassalingua.
  • Le secrezioni presenti a livello rino-faringeo; il tampo
  • Successivamente il materiale così prelevato viene sigillato ermeticamente ed inviato ad un laboratorio di microbiologia per essere sottoposto ad un’analisi biochimica volta ad identificare la presenza di SARS-CoV-2 nel campione; questa tecnica di biologia molecolare, nota come PCR (Reazione a Catena della Polimerasi), consente di amplificare i frammenti di RNA virale (la macromolecola che trasporta l’informazione genetica del virus) presenti nel tampone per valutare la presenza del patogeno e fare diagnosi di malattia da Covid-19.I primi risultati sono disponibili normalmente nell’arco di 4-5 ore; i tamponi effettuati a livello regionale che abbiano ottenuto un risultato positivo, sono poi inviati al laboratorio di riferimento dell’Istituto superiore di sanità, dove avviene una controprova che ha lo scopo di individuare eventuali falsi positivi (soggetti risultati positivi al test svolto a livello territoriale pur non essendo malati) o di porre conferma definitiva di infezione da SARS-CoV-2.ne è effettuato inserendo il bastoncino attraverso le cavità nasali.
Chi viene sottoposto al test?

Il tampone è oggi effettuato, conformemente a quanto indicato nella circolare del Ministero della Salute del 9\03\2020, nei soggetti che soddisfano alcuni criteri, tra cui:

  • Sintomatologia indicativa di infezione respiratoria acuta, con insorgenza improvvisa di almeno un sintomo tra:
    • Tosse
    • Difficoltà respiratorie
    • Febbre (con un rialzo della temperatura superiore a 37,5°C)
  • Contatto con un caso confermato di COVID-19 (il paziente deve aver avuto nelle due settimane precedenti un contatto ravvicinato con un soggetto in cui sia già stata riscontrata la positività al tampone);
  • Provenienza da aree con alto tasso di trasmissione locale;
  • Assenza di un’altra causa che possa spiegare il quadro sintomatologico e clinico del paziente.
Cosa si fa in caso di positività?

Qualora il risultato del tampone fosse positivo:

  • Il paziente con sintomi lievi o asintomatico dovrà rispettare un periodo di quarantena obbligatoria (durante il quale dovrà isolarsi in casa e astenersi da ogni tipo di contatto sociale); a seconda del quadro clinico potrà beneficiare di una terapia sintomatica a base di:
    • Mucolitici
    • Antipiretici
    • Acido acetilsalicilico
  • Il paziente con gravi difficoltà respiratorie o con peggioramento del quadro sintomatologico d’esordio potrà beneficiare di un ricovero ospedaliero.


  • Come è fatto il vaccino per il covid-19?
  • Ci sono diversi tipi di vaccino?
  • Il vaccino per il covid-19 è sicuro?
  • Le persone vaccinate, in caso di contagio non si ammaleranno, ma potranno trasmettere l’infezione ad altre persone?
  • Chi farà il vaccino anti-covid19?
  • Come e quante volte si somministra il vaccino anti-covid19
Come è fatto il vaccino per il covid-19?

I virus SARS-CoV-2 (che provocano il Covid-19) fanno ammalare le persone utilizzando una proteina della loro superficie (proteina S o Spike) che serve a far penetrare il virus all’interno delle cellule delle persone infettate. Tutti i vaccini attualmente in studio sono stati messi a punto per indurre una risposta che blocca tale proteina e quindi impedisce il replicarsi del virus nel soggetto infettato. Il primo vaccino disponibile in Italia ed in Europa è stato realizzato utilizzando una molecola (mRNA), che permette nel paziente vaccinato di formare anticorpi destinati a proteggere dalla malattia COVID-19. Dunque in questo vaccino per il COVID-19 non c’è l’intero virus, né vivo né ucciso. L’mRNA del vaccino scompare dall’organismo di chi si vaccina nel giro di pochi giorni. Anche il secondo vaccino a disposizione in Italia dal 7 gennaio è molto simile a quello già in uso. Ci sono piccole differenze riguardanti la seconda dose (3 settimane per il primo, 4 per questo), il confezionamento, la conservazione e l’età a partira dala quale può essere somministrato (18 anziché 16 anni).

Ci sono diversi tipi di vaccino?

Sì, ci sono diversi tipi di vaccino. Alcuni contengono l’intero virus (reso meno aggressivo o ucciso), alcuni contengono molecole in grado di sintetizzare solo frammenti di esso. In alcuni casi si utilizza un altro virus innocuo per trasportare il pezzetto del virus responsabile del COVID-19 alle cellule che formeranno gli anticorpi. Tutti i vaccini sfruttano metodiche diverse per ottenere il medesimo effetto, quello di produrre una immunità di lunga durata (non sappiamo quanto) che protegga dalla malattia. Tutti i vaccini una volta approvati, sono in grado di produrre immunità nei confronti del virus.

Il vaccino per il covid-19 è sicuro?

Tutte le sperimentazioni fatte su decine di migliaia di volontari hanno mostrato un ottimo grado di sicurezza del vaccino. Anche se gli studi su questi vaccini hanno subito una accelerazione, dovuta alla gravità della pandemia, l’elevato numero di volontari che hanno sperimentato il vaccino in tutto il mondo ha consentito osservazioni sulla sicurezza non inferiori agli altri vaccini già in uso. Nelle preparazioni del primo vaccino disponibile sono inclusi eccipienti già utilizzati per molti altri vaccini. Non è presente Alluminio. Possono esserci naturalmente degli effetti indesiderati, locali nel sito di iniezione o generali. Effetti generalizzati non sono frequenti e sono di breve durata; consistono perlopiù in stanchezza, mal di testa, dolori muscolari e febbre. Nel punto dell’iniezione possono comparire dolore ed indurimento. Gli effetti collaterali non sono comunque superiori a quelli di altri vaccini già da tempo utilizzati su larga scala. Non si temono effetti collaterali a distanza di tempo.

Le persone vaccinate, in caso di contagio non si ammaleranno, ma potranno trasmettere l’infezione ad altre persone?

Gli studi clinici finora condotti hanno consentito di stabilire l’efficacia del vaccino nei confronti dello sviluppo dei sintomi della malattia. Gli studi condotti sinora confermano che la stragrande maggioranza deI soggetti vaccinati sono protetti dalla malattia Covid-19 e che una minima parte sviluppa comunque una malattia attenuata. Studi più prolungati (già in corso) saranno in grado di stabilire se i vaccinati si possono infettare senza sintomi ed ipoteticamente contagiare altre persone. Allo stato attuale sappiamo dunque che il vaccino produce una risposta in grado di neutralizzare il virus, bloccandone la riproduzione. Capiremo presto se è anche in grado di sterilizzare l’organismo eliminando del tutto la carica virale ed impedendo di trasmetterlo ad altri individui.

Chi farà il vaccino anti-covid19?

In Italia è previsto l’inizio della campagna vaccinale di massa entro il primo trimestre del 2021 partendo, con la vaccinazione del personale socio-sanitario e dei soggetti fragili. In pratica nella fase iniziale saranno vaccinati tre gruppi di pazienti:

1) infermieri, medici e tutto il personale che lavora in strutture sanitarie,

2) pazienti delle RSA (le case di cura per anziani) e tutto il personale che vi lavora,

3) pazienti anziani

Come e quante volte si somministra il vaccino anti-covid19

Il vaccino va somministrato in due dosi, a distanza di alcune settimane (3 o 4). Va somministrato tramite una iniezione intramuscolare preferibilmente sulla parte alta del braccio (muscolo deltoide), come quello contro l’influenza.





  • Se un paziente ha una patologia grave (un tumore o. fa la dialisi) sarà vaccinato?
  • Chi fa terapie che riducono la funzione del sistema immunitario potrà vaccinarsi?
  • Posso fare il vaccino se sono in gravidanza o allatto?
  • Una volta vaccinato per quanto tempo sarò protetto?
  • È vero che se soffro di allergie non potrò fare il vaccino anti-covid19?
  • Devo firmare un consenso informativo per fare il vaccino ?
Se un paziente ha una patologia grave (un tumore o. fa la dialisi) sarà vaccinato?

Proprio questi pazienti rischiano di più in caso di contagio con il virus del COVID-19, quindi saranno vaccinati e saranno vaccinati appena possibile.

Chi fa terapie che riducono la funzione del sistema immunitario potrà vaccinarsi?

I dati relativi a pazienti il cui sistema immunitario è indebolito, sono in numero limitato. Sebbene queste persone possano non rispondere altrettanto bene al vaccino, non vi sono particolari problemi di sicurezza e pertanto potranno essere vaccinate.

Posso fare il vaccino se sono in gravidanza o allatto?

Il vaccino non è stato studiato nelle donne in gravidanza. Studi condotti sugli animali non hanno evidenziato effetti dannosi. Il vaccino non è comunque,controindicato in gravidanza. Alcune donne sono esposte a maggior rischio di contrarre il COVID 19 a causa della loro attività lavorativa (es operatrici sanitarie). Il decorso di COVID 19 in gravidanza potrebbe essere più grave in presenza di patologie come diabete, obesità, malattie cardiovascolari. Anche per l’allattamento al seno non esistono al momento studi, tuttavia non sono ragionevolmente prevedibili rischi che ne indichino l’interruzione. La somministrazione del vaccino in gravidanza e durante l’allattamento al seno dovrebbero essere decisi dopo una consulenza medica, valutando attentamente rischi e benefici.

Una volta vaccinato per quanto tempo sarò protetto?

Le informazioni attuali non ci permettono di dare una risposta precisa a questa domanda. Le conoscenze sui vaccini contro altri tipi di coronavirus indicano che la protezione dovrebbe essere di almeno 9-12 mesi.

È vero che se soffro di allergie non potrò fare il vaccino anti-covid19?

Se un paziente ha avuto una grave reazione anafilattica o una grave allergia, dovrà consultarsi col proprio medico prima di sottoporsi a vaccinazione.

Devo firmare un consenso informativo per fare il vaccino ?

Anche questo vaccino prevede il consenso del paziente a cui verrà proposto. Il modulo da leggere attentamente, compilare e firmare è disponibile anche online.




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