Emorroidi

Sono delle strutture vascolari del canale anale che svolgono un ruolo chiave nel mantenimento della continenza fecale.

La loro infiammazione dovuta alle alterazioni nella mucosa dell’ultimo tratto intestinale genera una ipertrofia di tali strutture vascolari e una sindrome particolarmente dolorosa nota come malattia emorroidaria, che più comunemente è conosciuta con il solo termine di “emorroidi”. Queste possono anche sanguinare e può essere anche solo questo il sintomo.
Vengono distinte in gradi secondo la classificazione di Goligher, secondo la quale viene stabilita la loro gravità.

Diagnosi, gestione e trattamento

Questi pazienti solitamente arrivano al Radiologo Interventista perché rifiutano l’intervento chirurgico, per comorbidità in base alle quali non possono essere operati o per recidive ricorrenti dopo l’intervento chirurgico.
Il Radiologo Interventista è in grado di eseguire una arteriografia, di solito per comodità con accesso dalla arteria femorale, con appositi cateteri raggiunge la arteria rettale superiore, ove si può posizionare uno o più spirali che riducono sino ad arrestarlo il flusso nella sede desiderata.

La procedura viene eseguita in anestesia locale e generalmente ha una durata di 30-45 minuti. Con le tecniche oggi disponibili (3D rotational angiography), il Radiologo Interventista, può essere estremamente preciso.
Lo scopo di questa procedura è quella di bloccare il sanguinamento; alcuni studi in letteratura dimostrano la possibilità di “curare” questa patologia con l’embolizzazione in alternativa alla chirurgia. La selezione dei pazienti tuttavia deve essere fatta con estrema attenzione per ottenere i risultati migliori e necessita di approccio multidisciplinare.

L’arteriografia della arteria rettale superiore e delle sue diramazioni (frecce bianche); L’immagine a sinistra dimostra la corretta embolizzazione di delle diramazioni della arteria rettale superiore.

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