Malattie

Fratture Vertebrali

Fratture Vertebrali

La frattura è la soluzione di continuo o rottura di un osso.
Possono interessare qualsiasi segmento della colonna: tratto cervicale, dorsale e lombare.
La frattura secondo la classificazione di Denis può interessare il corpo vertebrale (anteriore), i peduncoli (media) o le lamine, i processi articolari e le spinose (posteriore).

Le fratture vertebrali possono essere traumatiche o patologiche. In questo secondo caso traumi anche minori determinano la frattura di un osso che ha perso la sua normale resistenza (frattura vertebrale da compressione). Le patologie più frequentemente associate alle fratture vertebrali sono l’osteoporosi o i tumori (benigni e maligni). L’ipertiroidismo, i trattamenti chemio- e radio-terapici rappresentano altre cause di perdita di massa ossea della vertebra.

Sintomi e Diagnosi

Il dolore è il sintomo più frequente; questo può insorgere in maniera acuta o cronica.
È necessario riferire tempestivamente al proprio Medico l’insorgenza di dolori insoliti alla schiena. La diagnosi precoce offre infatti maggiori opzioni di trattamento.
Mediante l’esame obiettivo e l’esecuzione di accertamenti diagnostici strumentali, quali la radiografia, è possibile rilevare la presenza di una frattura vertebrale da compressione.

Ad oggi, la RM è considerata il “gold standard” per lo studio del midollo, dei dischi, dei nervi, etc. È estremamente sensibile nella individuazione delle fratture, nella datazione e nella classificazione, eventualmente affiancata dall’esame RX e TC.
Vi è una sequenza particolare di RM, che è la STIR, che permette di identificare l’edema osseo con una sensibilità del 100% e consente inoltre di valutare la sofferenza midollare diffusa e le lesioni focali del midollo, così come le alterazioni delle strutture capsulo-ligamentose. In base a queste informazioni si decide la corretta strategia terapeutica.

Immagine TC
Immagine RM, sequenza STIR

Il riposo a letto e i farmaci possono alleviare il dolore, ma non sono sufficienti per riparare una frattura vertebrale.
Oggi vi sono opzioni di trattamento innovative che possono essere prese in considerazione.

Vertrebroplastica e Cifoplastica

Vertebroplastica: iniezione di uno speciale cemento osseo all’interno della vertebra fratturata, allo scopo principale di stabilizzare la frattura e alleviare il dolore. L’intervento è particolarmente indicato per le fratture incomplete, a rischio di un futuro ulteriore schiacciamento del corpo vertebrale, e per quelle in cui il dolore è particolarmente grave e persistente. E’ una procedura che viene eseguita sotto guida radiologica; dopo l’iniezione di anestetico locale, il Radiologo Interventista posiziona l’ago nel contesto del corpo vertebrale e quando si trova nella corretta posizione (questo viene verificato sempre mediante l’uso delle radiazioni), inietta il cemento. La distribuzione del cemento viene controllata sotto guida radiologica.

Cifoplastica: tecnicamente viene posizionato un ago all’interno del corpo vertebrale, come sopra descritto. In primo luogo, si gonfia uno speciale palloncino all’interno del corpo vertebrale schiacciato, con lo scopo di ricostituirne il volume originario; dopo avere sgonfiato lentamente il palloncino, si inietta nella vertebra cemento osseo. Il cemento in pochi minuti si solidifica, riempiendo la cavità lasciata dal palloncino.

SpineJack: è un sistema che riduce le fratture del corpo vertebrale create dalle forze di compressione, determinando una espansione cranio-caudale, riducendo la frattura e conservando le trabecole. Sotto guida radiologica, una vite dotata di sistema espansore viene posizionata nel corpo vertebrale; viene “avvitata” così da alzare il corpo vertebrale e successivamente, sempre sotto controllo radiologico, viene iniettato il cemento.

Nel caso in cui il corpo vertebrale sia sede di un tumore, è possibile “bruciare” il tessuto tumorale, posizionando sotto guida radiologica, un ago a radiofrequenza che distrugge le cellule tumorali con il calore o un ago per crioablazione che distrugge le stesse cellule con il freddo. In un secondo momento sempre sotto guida radiologica è possibile iniettare il cemento per stabilizzare la frattura.

Reperi radiologici per il posizionamento dell’ago nel corpo vertebrale


Vertebroplastica percutanea: ago posizionato sotto guida radiologica e iniezione del cemento


Posizionamento di vite ad espansione nel corpo vertebrale e successiva iniezione di cemento


Vertebra sede di metastasi: si posiziona ago sotto guida radiologica, si esegue l’ablazione del tessuto e poi si inietta il cemento

Sono interventi semplici, e possono essere effettuati in day-hospital, o al massimo con 1-2 giorni di degenza post-operatoria, in anestesia locale e una semplice sedazione/analgesia. Il risultato è immediato.