Malattie

Ipertensione Arteriosa Resistente

Ipertensione Arteriosa Resistente

Nel mondo ci sono circa un miliardo di persone ipertese. In Italia gli ipertesi sono più di 15 milioni e ognuno di essi costa in media 500 Euro al trimestre solo ed esclusivamente per i farmaci che assume.

L’ipertensione arteriosa resistente è una ipertensione molto alta e non curabile attraverso i farmaci.

Tale problema ha un grosso impatto epidemiologico e clinico. 
Per questi casi, fino a poco tempo fa, non erano disponibili opzioni terapeutiche alternative.
La denervazione renale è una nuova procedura mini-invasiva in grado di ridurre in modo significativo la pressione arteriosa.

Il Razionale della Denervazione Renale

Esiste un legame tra i nervi renali del Sistema Nervoso Simpatico (SNS) e la pressione sanguigna. I segnali provenienti dal SNS e diretti ai reni aiutano a controllare il flusso sanguigno renale, la ritenzione dei sali e l’attivazione del sistema renina-angiotensina, un meccanismo ormonale di regolazione della pressione. A loro volta, i segnali provenienti dai reni e diretti al Sistema Nervoso Centrale (SNC) attivano meccanismi di regolazione globali, ma possono anche causare una stimolazione eccessiva, che è causa dell’ipertensione arteriosa.
La denervazione renale consiste nel disattivare in modo selettivo parte delle terminazioni nervose che decorrono lungo le pareti esterne delle arterie renali, determinando una duratura riduzione della pressione sanguigna.

Procedura

Questa è una procedura di Radiologia Interventistica relativamente semplice. Si usa un catetere per ablazione che dall’arteria femorale arriva fino alle arterie renali; una volta che il dispositivo giunge nella sede corretta, viene erogata dal catetere energia a radiofrequenza a bassa potenza, finalizzata a disattivare le terminazioni del nervo simpatico, senza ledere il vaso.

Tutto ciò viene eseguito sotto guida radiologica, così che il Radiologo Interventista è certo di aver raggiunto la corretta posizione.

E’ una procedura che richiede al massimo l’osservazione di 1 notte in ospedale.