Malattie

Ipertensione Portale

Ipertensione Portale

L’ipertensione portale è un aumento della pressione nella vena porta.
La vena porta conduce il sangue dagli organi coinvolti nella digestione verso il fegato.

Questo aumento della pressione è determinato da un blocco del flusso del sangue attraverso il fegato che in molti casi è associato alla cirrosi, ma che può essere dovuto anche ad un’epatite, all’abuso di alcol o ad altre condizioni che possono danneggiare il fegato.
Inoltre l’ipertensione portale può essere associata a trombosi, cioè alla formazione di un coagulo, nella stessa vena porta.
Inizialmente l’ipertensione portale può essere asintomatica, ma l’aumento della pressione porta alla formazione di varici nell’esofago e nello stomaco.

Queste vene, in seguito al loro indebolimento e/o all’incremento della pressione nel loro lume, possono dar luogo ad emorragie gastrointestinali, sangue nelle feci o nel vomito, accumulo di liquido a livello addominale e riduzione dei livelli di piastrine o di globuli bianchi.
Il malfunzionamento del fegato può inoltre portare a encefalopatia.

Corretta alimentazione, assunzione di farmaci, endoscopia, chirurgia e radiologia.

In genere alla prima diagnosi viene prescritta una terapia farmacologica o un intervento endoscopico per arrestare il sanguinamento delle varici o per interrompere il flusso di sangue al loro interno. A volte i due trattamenti sono combinati.

Se questo non è sufficiente, può essere necessario ricorrere a metodi radiologici o chirurgici.

TIPS

La TIPS (Transjugular Intrahepatic Porto-systemic Shunt) o Derivazione porto-sistemica intraepatica transgiugulare è una procedura di radiologia interventistica che crea una comunicazione tra la vena porta, o uno dei suoi rami maggiori, e una vena sovraepatica, afferente al circolo sistemico.
E’ una procedura che viene utilizzata per ridurre l’ipertensione della vena porta.

Chi sono i Pazienti candidati ad eseguire questo trattamento?

Pazienti con grave ipertensione portale e ricorrenti episodi di sanguinamento da varici esofagee non controllabili con la legatura di varici (procedure endoscopiche), con grave scompenso ascitico che non risponde alla terapia medica e candidati a trapianto di fegato, per ridurre le complicanze dell’ipertensione portale in attesa del trapianto.
Le controindicazioni assolute al posizionamento di un TIPS sono l’encefalopatia epatica acuta ricorrente o cronica in pazienti non candidati al trapianto epatico, la trombosi portale totale, estese neoplasie epatiche e una grave insufficienza renale o epatica.

Questa procedura consiste nel creare una comunicazione tra la vena porta e la vena cava mediante il posizionamento di uno stent metallico (piccola protesi metallica a forma di tubicino) che fa defluire parte del sangue ad alta pressione presente nella vena porta direttamente nel circolo venoso.

L’approccio, cioè il punto da cui vengono introdotti i cateteri, è la vena giugulare interna (che si trova nel collo), tramite la quale il radiologo interventista raggiunge poi la vena sovraepatica destra.
E’ una procedura che si esegue in anestesia locale, talvolta con assistenza anestesiologica, previa profilassi antibiotica.

In assenza di complicanze la degenza dura circa 4-5 giorni.

Dopo essere stati sottoposti a questa procedura i pazienti devono essere attentamente monitorati nel tempo.
E’ necessaria l’esecuzione di esami Eco-color-Doppler epatici (generalmente dopo sette giorni dall’intervento, successivamente dopo un mese e poi ogni tre mesi per almeno due anni).
La misurazione invasiva delle pressioni, permette di controllare i valori pressori nel sistema della vena porta e della vena cava al fine di controllare il buon funzionamento dello stent inserito. Consiste nell’arrivare con dei cateteri nelle sedi desiderate, previo accesso dalla vena giugulare interna (collo), la stessa dalla quale è stata posizionata la TIPS.

Lo stent posizionato nel corso dei tempo, può andare incontro a stenosi o ad occlusione acuta o cronica. In tal caso è richiesto un rapido intervento per ristabilire la pervietà e il funzionamento dello stesso.
La “revisione della TIPS” viene sempre eseguita dal Radiologo Interventista che dilata con un palloncino lo stent in caso di stenosi; in caso di trombosi acuta dello stent si può eseguire una trombolisi meccanica o reolitica o una tromboaspirazione.

Un altro rischio potenziale è lo sviluppo dell’encefalopatia epatica (nel 5-35% dei casi), condizione caratterizzata dalla presenza di confusione, disorientamento e alterazione del ritmo del sonno, risolvibile il più delle volte con un trattamento medico conservativo.