Malattie

La Patologia Arteriosa Carotidea

La Patologia Arteriosa Carotidea

Le arterie carotidi decorrono nel collo, una per lato, e portano al cervello sangue ossigenato proveniente dall’aorta.
Posteriormente nel collo decorrono le arterie vertebrali, una per parte che hanno un calibro minore rispetto alle carotidi ed apportano una quantità minore di sangue al cervello. Queste possono divenire importanti nel caso in cui ci sia una stenosi (restringimento) o chiusura totale di una o entrambe le carotidi.

Le arterie vertebrali sono più raramente interessate dal processo aterosclerotico, ma possono essere coinvolte nell’artrosi cervicale che esercita una compressione dall’esterno con una classica sintomatologia vertiginosa, fra l’altro frequente.

Stenosi (o Restringimento) Carotideo

La maggior parte dei pazienti con restringimento moderato (inferiore a 50%) della carotide non ha alcun sintomo.

La placca ateromasica può determinare l’indurimento ed il restringimento della parete interna della carotide, facilitando l’accumulo di trombi, fino alla chiusura lenta e completa della carotide. Questa, seppur raramente, può avvenire in modo del tutto asintomatico senza importanti danni al cervello, il quale viene rifornito dalla arteria carotide controlaterale e dalle arterie vertebrali.

Altre volte piccoli “pezzetti” di placca (emboli) possono staccarsi e migrare al cervello (micro-emboli). Anche in questo caso la cosa può essere asintomatica; seppur si consideri che a lungo andare nel cervello questi multipli micro-infarti sono alla base delle demenze vascolari.

Purtroppo molte volte un restringimento più significato della arteria carotide (superiore al 50%) con o senza distacco di emboli può determinare un sintomo improvviso ed acuto neurologico che può essere temporaneo TIA (attacco ischemico transitorio) o, ancor peggio, permanente (ictus).
Per questo se una stenosi carotidea è superiore al 60-70% è bene intervenire.

L’intervento chirurgico consiste nell’ asportare la placca (endoarterectomia carotidea).

Alternativa all’intervento chirurgico è il trattamento endovascolare che prevede posizionamento di stents metallici, che schiacciano la placca e lasciano aperto il vaso lì dove vengono posizionati. Questi stent vengono posizionati sotto guida radiologica, la maggior parte delle volte in sala angiografica. Oggi esistono diversi mezzi e materiali che rendono la procedura molto sicura e ben accettata dai Pazienti.

Attraverso l’arteria dell’inguine o del braccio, viene introdotto un catetere sino nel lume della arteria carotide, a monte del “restringimento” da trattare.

  • Di solito il “restringimento” viene valicato con un sottile filo guida, e può essere posizionato un filtro protettivo distalmente alla sede da trattare, come nella immagine A. Questo serve a proteggere il cervello dall’eventuale migrazione di pezzi di placca durante la procedura.
  • Talvolta, quando il “restringimento” è importante si può pre-dilatare con un pallone.
  • Si procede a posizionare lo stent
  • Successivamente si controlla sotto guida radiologica che sia tutto pervio e si rimuove il filtro.