Malattie

Osteoma Osteoide

Osteoma Osteoide

L’osteoma osteoide è un tumore benigno derivante da un tessuto connettivo osteogenetico, caratterizzato da un nucleo centrale, cosiddetto nidus, circondato da un ampia zona di tessuto osseo reattivo.

Le cause che lo determinano non sono note.
Colpisce prevalentemente, le ossa lunghe degli arti (femore, omero, tibia ecc.) e, in misura inferiore, le vertebre della colonna vertebrale (in particolare del tratto cervicale e lombare).  In una piccola percentuale di casi può colpire le falangi delle dita della mano, l’astragalo del piede oppure può insorgere all’interno di articolazioni come per esempio il ginocchio, la caviglia o l’anca.
Le sue dimensioni solitamente non sono superiori a 1.5-2 cm.

Il sintomo principale è il dolore; il dolore è prevalente la notte, e risponde soprattutto all’inizio ad antidolorifici quali i FANS. Può dare gonfiore, deformità ossee, alterazioni della crescita ossea e atrofia muscolare; nei casi più gravi, questa sintomatologia può essere così severa da pregiudicare fortemente la qualità della vita del paziente.

Esame obiettivo accurato, un’anamnesi approfondita ed esami radiologici (radiografia, TC, RM e scintigrafia ossea); di solito agli esami strumentali che servono per fare la diagnosi. L’osteoma osteoide ha un aspetto caratteristico all’imaging.

Talvolta, però, necessitano anche alcune analisi del sangue e soprattutto una biopsia. Questa ultima viene eseguita sotto guida radiologica, nella maggior parte dei casi sotto guida TC.

RX: osteoma osteoide del collo femorale (freccia bianca)

Le opzioni terapeutiche sono 2:

Chirurgia: questa viene praticata con la tecnica del curettage, cioè in anestesia generale, viene raschiato l’osso fin quando non viene eliminato il nodulo che forma l’osteoma osteoide.
Questa tecnica presenta alcuni rischi, legati soprattutto all’anestesia generale e alla pratica dell’incisione cutanea.

Ablazione con Radiofrequenza: è una tecnica mini-invasiva, che può essere eseguita in sedo-analgesia, e prevede il posizionamento di una ago a radiofrequenza nel nidus dell’osteoma osteoide. La Radiofrequenza funziona secondo il principio di generazione di una corrente elettrica ad altissima frequenza, che produce un calore tale da bruciare il targert.
Il Radiologo Interventista decide di caso in caso quale metodica di imaging usare come guida (TC più frequentemente, ma anche CBCT o ecografia nei casi in cui questo coinvolga un osso superficiale e sia visibile con l’esame ecografico).
La procedura dura circa 1 ora – 1 ora e mezza. Con questa tecnica i tempi di recupero sono molto più veloci che non con la tecnica chirurgica. In linea di massima l’ablazione con radiofrequenza richiede il ricovero di 1-2 notti e la ripresa delle normali attività quotidiane avviene nel giro di pochi giorni.

Osteoma osteoide della tibia: posizionamento dell’ago per radiofrequenza


Osteoma osteoide del II metatarso: esame RM + esame scintigrafico (foto in alto)
Posizionamento dell’ago per radiofrequenza con guida TC (foto in basso)