Malattie

Sindrome di May Thurner

Sindrome di May Thurner

La compressione cronica della vena iliaca comune di sin tra la arteria iliaca comune di dx e la colonna vertebrale posteriormente è causa di un ostacolo all’outflow del sangue proveniente dall’arto inferiore di sinistra. Ciò comporta la trombosi del sistema venoso profondo dell’arto inferiore sinistro, una insufficienza venosa cronica e la creazione di multipli circoli collaterali in pelvi.


Sintomi

Nella maggior parte dei casi i pazienti sono asintomatici (quando la compressione non determina variazioni intrinseche e/o vi è un buon compenso da parte di vasi collaterali).

Nei pazienti sintomatici, la presentazione, può essere.

  • acuta (18-49%): trombosi unilaterale dell’arto inferiore sinistro, dolore e gonfiore
  • cronica: è il risultato a lungo termine della ipertensione venosa (insufficienza venosa cronica, vene varicose, dolore, ulcere cutanee ricorrenti, tromboflebiti venose superficiali ricorrenti)

Immagine IVUS: punto in cui l’arteria comprime la vena ed il diametro di questa è ridotto.

Un completo raccordo anamnestico, un attento esame clinico, un dettagliato workup per la trombofilia (soprattutto nei pazienti giovani per identificare i fattori di rischio).

Tra le indagini radiologiche: eco-color-doppler, RM e TC.

Si passa poi alle metodiche di imaging invasive: flebografia. La flebografia può essere completata dall’utilizzo di una sonda ecografica endovascolare (IVUS: intra-vascular ultrasound), che introdotta nel vaso consente di identificare con estrema precisione il punto di compressione della vena, la causa e la estensione della occlusione.

Flebografia eseguita con Paziente in posizione prona: nella immagine a sinistra la freccia nera indica il punto di steno-occlusione della vena; nella immagine a destra la freccia nera indica la risoluzione del problema dopo posizionamento di stent.

Lo scopo del trattamento è risolvere la trombosi venosa, ridurre la incidenza di sindrome post-trombotica, ripristinare una normale emodinamica.

Le possibilità terapeutiche comprendono procedure che vengono eseguite sotto guida radiologica e sono:  

trombolisi catetere-diretta

angioplastica

posizionamento di stent

Al giorno d’oggi la opzione chirurgica è riservata solo a quei casi in cui fallisce il trattamento endovascolare o in pochi casi selezionati in cui il trattamento trombolitico è controindicato.

Le procedure sopra-indicate devono essere eseguite da personale altamente specializzato e con grande esperienza su questo tipo di trattamenti.