Malattie

Trombosi Venosa Profonda

Trombosi Venosa Profonda

E’ la formazione di trombi che occludono prevalentemente il circolo venoso profondo degli arti inferiori.

Segni e Sintomi

Segni non specifici sono: dolore, gonfiore, arrossamento, calore e turgore delle vene superficiali.

L’embolia polmonare,  è la complicanze della trombosi venosa profonda più temuta; è causata dal distacco di un trombo che, seguendo la circolazione venosa in direzione del cuore, si incunea in una delle diramazioni dell’arteria polmonare, ostacolando, in maniera più o meno estesa a seconda del vaso interessato, la perfusione dei polmoni.

Un’altra complicazione della TVP è la sindrome post-trombotica. Quest’ultima, solitamente si manifesta a distanza di mesi o di anni dall’evento trombotico acuto con segni e sintomi di varia gravità, come edema, varici secondarie, iperpigmentazione, liposclerosi, atrofia ed ulcera cutanea, che rappresenta l’ultimo anello di questa catena sintomatologica.

Diagnosi

Quadro clinico, anamnesi. Di seguito lo score di Wells per la probabilità di trombosi venosa profonda:

Ecografia venosa compressiva (CUS):

E’ un esame altamente sensibile, non invasivo, ripetibile, che permette con un’accuratezza circa del 90 % di porre diagnosi di trombosi venosa a carico degli arti inferiori; si avvale di un ecografo con sonda dedicata; l’operatore esercita sui distretti venosi femorali, popliteo e più distali una compressione: per definizione una vena che si comprime  completamente non contiene trombi.

La CUS può evitare in caso di positività per TVP l’esecuzione di ulteriori indagini.

I pazienti con età > 60 anni vengono sottoposti alle principali indagini volte ad identificare una neoplasia occulta, quali ecografia addominale, radiografia del torace, sangue occulto fecale, mammografia e visita ginecologica nelle donne e PSA  negli uomini.

I pazienti con età <50 anni o con familiarità per trombosi, o con più di un evento trombotico, vengono sottoposti a screening per trombofilia  secondo gli esami ematici (Dosaggio antitrombina, Mutazione 20210A della protrombina, Dosaggio Proteina C e Proteina S, Fattore V  Leiden, Fibrinogeno, Anticorpi antifosfolipidi (LAC, ACA, anti-beta 2 glicoproteina, Omocisteina)

Nel caso di trombosi venosa profonda distale (al di sotto del ginocchio), un trattamento anticoagulante tra le 6 settimane ed i 3 mesi appare generalmente appropriato.

In pazienti con trombosi venosa iliaco femorale e/o della vena cava inferiore, va considerata la necessità di posizionare un filtro cavale*, in particolare per i pazienti a rischio assoluto o relativo per la trombolisi.
Inoltre in particolare per pazienti, con trombosi massiva acuta/subacuta, sintomatici, può essere indicato il trattamento endovascolare. Questo è da concordare in base alla clinica del Paziente e al rischio emorragico di quest’ultimo.

Questo è un trattamento eseguito dal Radiologo Interventista, che ha a disposizione le seguenti possibilità:

  • trombolisi meccanica,
  • trombolisi reolitica,
  • trombolisi farmacologica
  • una combinazione delle precedenti.

In alcuni casi, in relazione alla eziologia della trombosi può esserci indicazione alla angioplastica e/o allo stenting.
I trattamenti endovascolari possono essere intesi anche come coadiuvanti o da bridge al trattamento farmacologico.

Trombosi venosa iliaco-cavale. Trombolisi reolitica (freccia bianca). Risultato finale.

Questi trattamenti di Radiologia Interventistica vanno eseguito in centri ad alto volume e da personale altamente specializzato.

L’indicazione al trattamento va condivisa un team multidisciplinare.

* E’ un “ombrellino” che viene posizionato in vena cava inferiore, e serve a proteggere dalla eventuale migrazione di trombi provenienti dal sistema venoso profondo degli arti inferiori (in caso di trombosi venosa profonda degli arti inferiori) o dalle vene iliache e/o dalla vena cava inferiore sottorenale.
Questo può essere posizionato dal Radiologo Interventista sotto guida radiologica, in maniera abbastanza semplice si con approccio dalla vena femorale comune (inguine), che dalla vena giugulare interna (collo), che dalla vena brachiale (braccio).

Posizionamento di filtro cavale (freccia bianca) con approccio femorale

Questo ombrellino è removibile, quindi nel momento in cui il rischio di migrazione dei trombi è stato risolto,(per esempio quando il Paziente guarisce dalla trombosi venosa profonda), può essere rimosso dal Radiologo Interventista, sotto guida radiologica, con accesso dalla vena giugulare interna (collo) e un kit dedicato, fornito dalle case produttrici del filtro.

Rimozione di filtro cavale con apposito sistema (freccia bianca)