Malattie

Versamento Chiloso

Versamento Chiloso

Il liquido appare sieroso e assume un aspetto opalescente all’inizio dell’alimentazione.
La quantità di liquido persa giornalmente può raggiungere i 2,5 litri.
Le alterazioni di laboratorio comprendono ipoproteinemia severa (la linfa contiene circa 3 g/dL di proteine), ipogammaglobulinemia, iponatriemia, ipocalcemia e acidosi.

Caratteristiche del versamento chiloso:

Nella maggior parte dei casi la causa è la lesione del dotto toracico o di uno dei suoi rami. La sede più frequente di questa lesione è il torace, dopo chirurgia esofago-gastrica o dopo chirurgia tiroidea.
Tale tipo di versamento può verificarsi anche in addome se la lesione avviene a livello di stazioni linfonodali intra-addominali.

Sede della lesione

Per la ricerca della sede anatomica in cui il dotto è stato lesionato: la RM, linfoscintigrafia e la linfangiografia. Indagini che devono essere eseguite in centri di riferimento e da personale specializzato. Servono ad identificare la sede della lesione  e quindi a programmare un trattamento.

Trattamento

Il trattamento conservativo consiste nel drenaggio e nella nutrizione parenterale totale, che non solo ha valore nutrizionale, ma anche favorisce la guarigione, riducendo la produzione di chilo.
La somministrazione di octreotide (0,2 mg sc ogni otto ore) può essere un sussidio per ridurre la produzione di chilo, così come l’infusione endovena di etilefrina (4 – 5 mg/ora per 4 – 7 giorni). Quest’ultimo è un farmaco simpaticomimetico alfa-adrenergico, che contrae le cellule muscolari lisce del dotto toracico, riducendone il diametro.
Quando il trattamento conservativo fallisce, i trattamenti invasivi vengono presi in considerazione. La chirurgia certe volte molto complessa e con percentuali di riuscita non sempre sodisfacenti è stata per molto tempo l’unica strada percorribile.
L’embolizzazione è una tecnica sicura che ha registrato un successo fino al 80% dei casi, quando non sussistono varianti anatomiche.
Viene svolta da Radiologi Interventisti con molta esperienza e consiste nella navigazione dei dotti linfatici sino al raggiungimento della sede della lesione (leak linfatico) che viene embolizzata con colla e /o spirali nella maggior parte dei casi o consiste nella puntura percutanea della sede della lesione ed embolizzazione o ancora nel cateterismo per via retrograda (sul versante venoso) del dotto toracico.
La decisione dell’iter terapeutico e della strategia più idonea viene discussa da un team multidisciplinare che prende in considerazione tutte le possibilità e tutte le alternative.

Linfografia (esame propedeutico alla eventuale esecuzione di una embolzzazione di un leak linfatico)
Puntura percutanea ed embolizzazione del leak linfatico
Embolizzazione di leak linfatico a livello toracico