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Radiologia interventistica

La Radiologia Interventistica (RI) è una branca della radiologia. Essa comprende tutte le procedure invasive o mini-invasive, diagnostiche e terapeutiche effettuate mediante la guida ed il controllo delle metodiche radiologiche.

Tutte le metodiche radiologiche (fluoroscopia, TC, RM, ecografia, CBCT) possono essere usate come guida e/o controllo durante le procedure interventistiche.
In molti casi si tratta di procedure che vengono eseguite in regime di Day Hospital o con ricoveri in genere brevi o comunque ridotti rispetto alle terapie chirurgiche convenzionali.

Chi e’ il Radiologo Interventista?
Il Radiologo Interventista è un medico specialista in Radiologia, che mediante periodi di training, corsi ed affiancamenti specifici, si occupa della diagnostica e dei trattamenti invasivi e mini-invasivi. La sua preparazione comprende corsi sulla sicurezza delle radiazioni, sulla fisica delle radiazioni, sugli effetti biologici delle radiazioni e sulla prevenzione del danno da radiazioni.
L’alta confidenza del radiologo interventista con le tecniche di imaging lo rende capace di guidare piccoli cateteri (spesso del diametro di pochi millimetri) attraverso i vasi sanguigni o di inserire aghi o elettrodi in sedi specifiche per trattare molte malattie benigne e maligne, interessanti l’intero corpo umano.
Il primo ruolo del Radiologo Interventista è quello di indicare quali esami diagnostici eseguire prima del trattamento, dare indicazione al trattamento e giudicare la sua fattibilità in termini di sicurezza ed efficacia; successivamente ha il compito di suggerire come seguire il paziente dopo la procedura (nel cosiddetto follow up).

Team Multidisciplinare e Radiologo Interventista
Si sta sviluppando sempre più il concetto dell’approccio multidisciplinare alle diverse patologie o ancor più correttamente al Paziente. Cioè il Paziente viene discusso e/o valutato da più Specialisti che stabiliscono caso per caso un piano diagnostico-terapeutico. Spesso il caso viene presentato da uno Specialista e discusso collegialmente sulla base di notizie clinico-anamnestiche e sulla scorta di documentazioni radiologiche. Il Radiologo Interventista, grazie alla continua evoluzione tecnologica delle metodiche di imaging e delle tecniche interventistiche, è ormai da considerarsi parte indispensabile di un team multidisciplinare. Sempre più spesso le procedure interventistiche sono indicate quando non è possibile eseguire i trattamenti standard (chirurgici e/o medici), come bridge per altri tipi di trattamento, o come palliazione in altri casi. Talvolta, inoltre, rappresentano l’unico trattamento indicato, in considerazione della loro mini-invasività o più correttamente minore invasività rispetto ad altri interventi.

Radiologia Interventistica Oncologica e Non-Oncologica
Probabilmente la suddivisione più usata è in RI Oncologica e non-oncologica; cioè ci sono un gruppo di procedure diagnostico-terapeutiche che sono indirizzate alla diagnosi e alla cura dei tumori: biopsie, termoablazioni percutanee mediante diversi sistemi (radiofrequenza, microonde, ultrasuoni focalizzati, laser, crioablazione), embolizzazioni e chemioembolizzazioni di tumori, trattamento della patologia biliare maligna (ablazioni endocanalari, posizionamento di drenaggi e stents).

L’altra grossa parte di RI si occupa del trattamento di patologie non oncologiche quali il trattamento della patologia ostruttiva delle arterie e delle vene (cioè l’angioplastica mediante l’utilizzo del catetere con palloncino o il posizionamento di stent ed il trattamento della trombosi venosa profonda), il trattamento della patologia aneurismatica aortica o dei grossi vasi (mediante il posizionamento di endoprotesi anche completamente per via percutanea o il posizionamento di stent o con la tecnica della embolizzazione nel caso in cui non è possibile o non è indicato l’uso di stents), il trattamento della ipertensione arteriosa (mediante la denervazione renale o l’angioplastica/stenting delle arterie renali), il trattamento delle malformazioni vascolari (mediante embolizzazione o sclerotizzazione), il trattamento della patologia dell’apparato genitale maschile e femminile (sclerotizzazione ed embolizzazione del varicocele, embolizzazione e termoablazione dei fibromi uterini), trattamento di gravi patologie epatiche, come la ipertensione portale (mediante il confezionamento di shunt porto-sistemici, TIPS), trattamento della patologia biliare benigna (calcolosi, stenosi cicatriziali), il trattamento della patologia endocranica (stroke, aneurismi cerebrali, marformazioni vascolari); il trattamento del dolore articolare (infiltrazioni, ablazioni); il trattamento di ernie discali (mediante coblazione, discectomia percutanea meccanica e con discogel).