La tendinopatia calcifica è una condizione complessa, e le sue cause precise sono ancora oggetto di studio. Sebbene non esista una causa unica, si pensa che la patologia sia legata a uno stato di sofferenza del tendine, dovuto a un trauma ripetuto o a un sovraccarico meccanico. Questa sofferenza riduce l’apporto di ossigeno al tendine, un fattore che può portare a una serie di reazioni cellulari anomale, come la metaplasia calcifica. In altre parole, anziché formarsi nuove cellule tendinee, si verifica una deposizione di calcio, con la formazione di cristalli che progressivamente accumulandosi, vanno a danneggiare il tendine stesso.
Il processo di calcificazione si sviluppa generalmente in due fasi principali:
- Primo stadio: In questa fase iniziale, si verificano modificazioni a livello cellulare all’interno del tendine. Le cellule tendinee subiscono un processo di degenerazione che porta alla formazione di cristalli di calcio all’interno del tendine stesso. Questi cristalli non sono immediatamente visibili, ma si formano lentamente, spesso senza causare sintomi evidenti all’inizio.
- Secondo stadio: Nella fase successiva, la calcificazione inizia a frammentarsi. Questo può accadere in tempi molto variabili e in modo imprevedibile. Durante questa fase, i cristalli di calcio si staccano e possono essere riassorbiti dal corpo, ma questo processo di solito causa un notevole aumento della pressione all’interno del tendine, provocando un dolore acuto. La fase di riassorbimento è quella in cui il dolore tende a essere più intenso, perché il corpo cerca di eliminare i depositi di calcio, generando una reazione infiammatoria.
Molti pazienti non riescono a identificare una causa scatenante immediata, ma la tendinopatia calcifica si verifica più frequentemente in persone che hanno subito ripetuti microtraumi, attività fisiche intense o movimenti ripetitivi che sollecitano la cuffia dei rotatori della spalla. Questi movimenti ripetitivi possono creare condizioni ideali per l’insorgere di questa patologia. Inoltre, è più comune tra gli adulti di mezza età, ma può colpire anche persone più giovani, specialmente quelle che praticano sport che richiedono sforzi continui e ripetitivi della spalla.
Se non trattata correttamente, la tendinopatia calcifica può limitare la mobilità della spalla e compromettere la qualità della vita. Tuttavia, è importante notare che, anche se molto dolorosa, la condizione di solito si risolve autonomamente nel tempo con il trattamento conservativo, come fisioterapia, riposo e tecniche di riabilitazione mirate. In alcuni casi, la fisioterapia e le infiltrazioni possono accelerare il processo di recupero, aiutando a ridurre l’infiammazione e a favorire il riassorbimento del calcio.