Elettroporazione

L’elettroporazione è una tecnica utilizzata per aumentare la permeabilità della membrana
cellulare rispetto a ioni e molecole, tramite brevi impulsi di alti campi elettrici. Da
recenti progressi emerge la possibilità di applicare l’elettroporazione a trattamenti
clinici oncologici.

L’applicazione di un campo elettrico pulsato di intensità adeguata ai tessuti biologici
permette di indurre una tensione trans-membrana tale da causare l’apertura di pori
temporanei o permanenti nella membrana delle cellule. Questo fenomeno è chiamato
elettroporazione.

ER & IRE

Elettroporazione irreversibile (IRE)

L’elettroporazione irreversibile (IRE) è indicata prevalentemente per il trattamento dei
tumori localizzati in sedi non diversamente trattabili perché vicini a strutture
vascolari o biliari.

Il fenomeno dell’elettroporazione reversibile (ER) consente la formazione di canali di
durata temporanea che attraversano lo strato lipidico della membrana cellulare. Mediante
infatti l’applicazione di impulsi di poche centinaia di Volt e di durata dell’ordine di
qualche millisecondo, è possibile controllare l’effetto prodotto dal campo elettrico sul
doppio strato lipidico, facendo in modo che il raggio dei pori che si vanno a formare sia
sufficientemente grande da permettere il passaggio delle molecole da iniettare, ma sia
altresì inferiore al valore critico oltre il quale la cellula non è più in grado di
ritornare al suo stato iniziale.

Quando, invece, i pori non si richiudono si va incontro al fenomeno
dell’elettroporazione irreversibile.

Per guidare l’inserzione ed il posizionamento degli aghi nel tumore come in qualsiasi
altra procedura di radiologia interventistica, si usa l’ecografia o la TC o la CBCT,
o due di queste metodiche in combinazione.

IRE

Nel caso in cui l’impulso elettrico sia di durata ed intensità superiori ad una determinata
soglia o che la durata dell’impulso sia troppo breve, si può verificare la situazione in
cui la cellula non è in grado di tornare allo stato iniziale (chiusura dei pori). Ciò
comporta la condizione di irreversibilità che caratterizza il tipo di fenomeno detto
elettroporazione irreversibile.

L’elettroporazione irreversibile veniva usata durante gli anni ’60 come metodo di
sterilizzazione per cibi e liquidi ma ha recentemente trovato applicazione anche in campo
medico.

La scoperta che la distruzione della cellula è dovuta alla formazione di un numero elevato
di canali sul doppio strato lipidico della membrana cellulare e non al danno termico subito
ha portato infatti l’elettroporazione irreversibile a diventare un valido metodo di
ablazione in campo clinico.

Questa tecnica viene impiegata principalmente nella chirurgia oncologica per l’asportazione
di piccoli noduli cancerosi solidi sia cutanei sia interni e per eliminare in modo
selettivo le cellule tumorali senza danneggiare il tessuto circostante.