
Nefrostomia
La nefrostomia consiste nella realizzazione di una comunicazione tra le cavità renali e l’esterno attraverso un tubo (catetere percutaneo o nefrostomico o pielostomico) che esce dalla pelle in zona lombare. Il fine del posizionamento di una nefrostomia è drenare le urine quando le vie naturali sono ostruite e per tale ragione il rene è sofferente.
La difficoltà di svuotamento delle urine dal rene può provocare dolore (colica) se avviene in breve tempo) ma anche essere asintomatica se avviene su un lungo periodo di tempo (di solito mesi).
Il posizionamento di una nefrostomia viene stabilito di solito a fronte dell’esecuzione di esami del sangue e di esami radiologici (Ecografia piuttosto che TC o RM), i primi dimostrano un peggioramento della funzione renale (creatinina), i secondi documentano la dilatazione renale.
Qualora non si possa o non sia opportuno risalire lungo l’uretere per drenare il rene ad esempio posizionando uno stent, si deve ricorrere all’esecuzione di una nefrostomia percutanea.
Procedura
Comunemente il paziente viene posizionato prono o sul fianco opposto a quello del rene da drenare. Viene eseguita un’anestesia locale della zona lombare attraverso cui si realizzerà la nefrostomia. Con l’ecografo si individuano le cavità renali dilatate e si sceglie il tragitto migliore per raggiungerle attraverso la cute. Si fa un anestesia ulteriore del tragitto profondo e si punge la cavità renale individuata con un ago. Una volta raggiunta si constata la fuoruscita dell’urina e si introduce un filo guida nelle cavità renali. Questo filo fa da tramite alla dilatazione ed al successivo posizionamento di un catetere che rimarrà in sede a drenare le urine. Dopo aver controllato ecograficamente o radiologicamente che il catetere è posizionato correttamente si fissa il catetere alla cute con dei punti di sutura e si collega ad un sacchetto di raccolta.
La durata della procedura varia da 10 a 30 minuti e dipende dalla posizione del rene, dal grado di dilatazione e dalle caratteristiche fisiche del paziente (magro, normopeso, etc).
La nefrostomia percutanea è un intervento di necessità. Una delle alternative alla nefrostomia percutanea è il drenaggio del rene risalendo attraverso l’uretere, ma se questo è precluso, non ci sono alternative alla nefrostomia percutanea.
Complicanze
Il rischio più frequente è il sanguinamento del tragitto percutaneo nel rene o delle vie escretrici svuotate. Questo va controllato nel tempo e generalmente si risolve in 24-36 ore. Talvolta occorre eseguire lavaggi del catetere.
Talvolta può succedere che il catetere si sposti o si rimuova con i movimenti e fuoriesca così dal rene dove era posizionato. Ci si accorge del dislocamento per il fatto che le urine non escono più dal catetere; in questo caso occorre riposizionare la nefrostomia.
I Pazienti che per vari motivi sono portatori di nefrostomia a permanenza devono sostituire la stessa periodicamente in base alle caratteristiche del materiale e alla permanenza che tale materiale assicura. In questi casi la manovra è più facile in quanto non è necessario ripetere una puntura del rene ma è sufficiente eseguire una pielografia anterograda (controllo radiologico) attraverso la vecchia nefrostomia, introdurre un filo guida e dopo avere rimosso la nefrostomia vecchia introdurre, sempre sul filo guida, quella nuova.



