
Crio-ablazione
È una tecnica molto innovativa, abbastanza simile alla termoablazione, ma, a differenza di questa,
prevede il posizionamento di aghi sottili direttamente all’interno del tumore, che, attraverso
l’applicazione di temperature inferiori a -20° C, determinano un congelamento dei tessuti seguito
da un lento scongelamento, con conseguente shock termico e morte cellulare.
Congelare il tumore fino a ucciderlo, migliorare l’outcome del paziente ed evitare i rischi
dell’anestesia totale e la lunga degenza che un intervento di tradizionale chirurgia oncologica
comporta. Sono questi i vantaggi dell’innovativa tecnica di crioablazione dei tumori, un approccio
chirurgico mini-invasivo effettuato solo in pochi centri di eccellenza.
In cosa consiste la crioablazione dei tumori?
Procedura
Consiste nel posizionare con guida radiologica uno o più aghi collegati ad una apposita
apparecchiatura. Questo determina nel giro di pochi minuti un vero e proprio congelamento del
tumore, con conseguente necrosi (e quindi morte) dello stesso.
È un intervento che viene eseguito in anestesia locale o in blanda sedazione, e che prevede una
degenza breve, solitamente non più di 2-3 giorni.
Per quali tumori e/o pazienti è adatta questa tecnica?
La crioablazione è la scelta preferibile per quei pazienti che, a causa di altre patologie, è
sconsigliabile sottoporre ad anestesia generale o su cui è impossibile intervenire con la
chirurgia tradizionale. È una tecnica adoperata per i tumori maligni, ormai di qualsiasi
distretto.
Si tratta di un approccio che richiede competenze molto specifiche. A differenza della chirurgia
tradizionale invasiva, infatti, la crioablazione presuppone innanzitutto la presenza di tecnologie
particolarmente avanzate, e poi di una grande expertise e precisione da parte dell’operatore e
della sua equipe.