
Ablazione percutanea
Ablazione percutanea
Definizione
Ablazione (percutanea): mediante l’inserzione, attraverso la cute, di uno o più aghi nel contesto del
bersaglio terapeutico (tumore benigno o maligno), sfruttando principi differenti, è possibile bruciarlo
e quindi distruggerlo. Il corretto posizionamento dell’ago avviene sotto guida radiologica e il suo
monitoraggio continuo, sempre sotto guida radiologica, consente di evitare danni alle strutture
circostanti che si desidera preservare.
Lo sviluppo delle tecniche di ablazione percutanea dei tumori guidate dall’imaging ha rappresentato uno
dei maggiori progressi nel trattamento delle neoplasie negli ultimi decenni.
L’ablazione, attraverso l’applicazione diretta di energia chimica o termica su un tumore, induce una
necrosi cellulare. Tale effetto può essere ottenuto mediante diverse modalità, che comprendono:
- iniezione percutanea di etanolo (PEI)
- ablazione mediante laser
- crioablazione
- ablazione con radiofrequenza (RFA / RFTA)
- ablazione con microonde (MWA)
Tra queste metodiche, l’ablazione con radiofrequenza è stata per lungo tempo considerata la modalità
ablativa primaria nella maggior parte delle istituzioni. Studi più recenti hanno dimostrato come le
microonde possano risultare superiori in specifici contesti clinici, mentre la crioablazione rappresenta
un’opzione preferenziale in altri casi selezionati.
Uno dei principali ambiti di applicazione delle tecniche ablative è il trattamento del carcinoma
epatocellulare (HCC) in stadio precoce, quando il trapianto di fegato o la resezione chirurgica non sono
opzioni percorribili o, quantomeno, non lo sono nell’immediato.
Inoltre, le ablazioni sono considerate un’alternativa valida alla chirurgia nei pazienti inoperabili
con malattia metastatica epatica limitata, in particolare da carcinoma del colon-retto, e nei pazienti
non candidati alla resezione chirurgica a causa dell’estensione e della localizzazione della malattia
o per la presenza di condizioni mediche concomitanti.
Le tecniche ablative sono ormai menzionate in tutte le principali linee guida internazionali per il
trattamento dei tumori primitivi e secondari (epatici, polmonari, renali, ossei, ecc.).
Tecniche ablative
La peculiarità delle tecniche ablative consiste nell’introduzione dell’agente lesivo direttamente
all’interno del tumore mediante un ago, un ago-elettrodo o un’antenna, posizionati prevalentemente per
via percutanea con l’ausilio di una metodica di imaging che può essere l’ecografia, la tomografia
computerizzata (TAC) o, più raramente, la risonanza magnetica (RM).
L’agente lesivo può essere di tipo:
- chimico (etanolo o acido acetico)
- fisico/termico (radiofrequenza, microonde, laser, crioterapia)
- elettrico (elettroporazione)
Le terapie ablative possono essere utilizzate anche con un approccio più aggressivo, quale la via
laparoscopica o chirurgica, spesso nell’ambito di un trattamento combinato ablazione/resezione.
Studi e Linee Guida
Le tecniche ablative sono oggi incluse nelle principali linee guida internazionali per il trattamento dei tumori primitivi e secondari, tra cui quelli epatici, polmonari, renali, ossei e di altri distretti.
In ambito europeo, tali procedure sono riconosciute e descritte nelle linee guida della Società Europea di Radiologia Interventistica (CIRSE), in particolare per il trattamento di pazienti non candidabili a opzioni chirurgiche.