La radiologia interventistica offre trattamenti mini-invasivi per aneurismi e pseudoaneurismi delle arterie viscerali, utilizzando tecniche come il coiling e lo stenting per escludere l'aneurisma dalla circolazione. Questi interventi, eseguiti sotto anestesia locale e guida radiologica, riducono il rischio di rottura e permettono un recupero rapido rispetto alla chirurgia tradizionale.

  • Aneurismi e Pseudoaneurismi Arterie viscerali: Cosa sono, Cause e Sintomi

    Aneurismi e pseudo aneurismi viscerali: una panoramica

    Gli aneurismi viscerali e gli pseudo aneurismi viscerali sono condizioni rare che coinvolgono principalmente il tronco celiaco, le arterie mesenteriche e le loro diramazioni. Questi aneurismi riguardano le arterie che irrorano organi vitali come il fegato, il pancreas, la milza e l’intestino.

    Cos’è un aneurisma viscerale?

    Un aneurisma è la dilatazione patologica di una arteria viscerale con un diametro almeno 1.5 volte superiore a quello normale, che interessa tutti i suoi strati. Questo fenomeno può essere pericoloso, a causa del rischio di rottura.

    Cos’è uno pseudo aneurisma viscerale?

    Uno pseudo aneurisma è una dilatazione dell’arteria che coinvolge solo uno strato del vaso, tipicamente a seguito di un trauma che danneggia l’arteria. In questo caso, il sangue fuoriesce dal vaso e viene contenuto solo parzialmente.

    Le arterie più colpite da aneurismi viscerali

    Le arterie splenica e epatica sono le più comunemente interessate da aneurismi viscerali. In particolare, l’arteria splenica è coinvolta nel 60-70% dei casi, mentre l’arteria epatica rappresenta circa il 20% degli aneurismi viscerali.

    Incidenza e rarità degli aneurismi viscerali

    Nonostante la loro gravità, gli aneurismi viscerali sono rari. L’incidenza nella popolazione generale varia dallo 0.1% al 2%, confermando la loro natura poco frequente.

    Se sospetti un aneurisma viscerale, è fondamentale consultare uno specialista per una diagnosi e un trattamento tempestivi.

    Gli aneurismi viscerali sono di solito asintomatici e vengono scoperti incidentalmente durante accertamenti diagnostici come ecografie addominali o studi angio-TC e angio-RMN. Diventano sintomatici quando si verifica una rottura, e i sintomi principali sono dolore addominale e shock emorragico. Una piccola parte dei pazienti può comunque avvertire sintomi anche senza rottura, come malessere, dolore addominale vago, nausea o vomito.

    La storia naturale degli aneurismi viscerali non è completamente definita, ma è noto che il rischio di rottura aumenta significativamente quando il diametro dell’aneurisma supera i 2 cm, valore che generalmente rappresenta il cut-off per l’indicazione al trattamento. Altri fattori di rischio per la rottura includono cause infettive, una sede diversa dalla arteria splenica, la BPCO (bronchite cronica ostruttiva) e donne in età fertile.

    Nel tempo, gli aneurismi si possono ingrandire e al loro interno possono formarsi trombi. La rottura rimane la complicanza più grave, ma altre complicazioni includono eventi tromboembolici ischemici e la compressione di strutture vicine. La rottura degli aneurismi viscerali è associata ad alti tassi di morbidità e mortalità.

    Fattori di Rischio nella Formazione degli Aneurismi Arteriosi Viscerali: Arteriosclerosi, Traumi, Infezioni e Malattie Genetiche”

    La formazione degli aneurismi arteriosi viscerali è ancora un tema di ricerca, ma sono stati identificati diversi fattori di rischio che ne favoriscono l’insorgenza. Tra i principali troviamo:

    • Arteriosclerosi: Deterioramento delle pareti arteriose che aumenta il rischio di aneurisma.
    • Traumi: Sia incidentali (traumi chiusi o penetranti) che iatrogeni (causati da interventi medici).
    • Infezioni: Possono indebolire la parete vascolare, favorendo la formazione di aneurismi.
    • Ipertensione arteriosa: La pressione alta può danneggiare le arterie e causare dilatazioni.
    • Malattie del tessuto connettivo: Sindrome di Marfan, sindrome di Ehlers-Danlos, che indeboliscono le pareti vascolari.
    • Malattie dei vasi: Kawasaki e displasia fibromuscolare, che alterano la struttura e la resistenza dei vasi sanguigni.
    • Malattie genetiche: Come la sindrome di Osler-Weber-Rendu, che aumenta la predisposizione agli aneurismi.
    • Ipertensione portale: Può contribuire alla dilatazione dei vasi viscerali.

    Inoltre, la formazione di pseudoaneurismi è spesso legata a traumi accidentali di tipo chiuso, penetranti o a lesioni iatrogene causate da interventi medici.

Posizionamento di stent in radiologia interventistica per aneurisma viscerale
  • Fibromi Uterini: Cos’è, Sintomi e Diagnosi

    La diagnosi di aneurisma viscerale non complicato avviene principalmente durante indagini diagnostiche eseguite per altre patologie, poiché la maggior parte dei casi è asintomatica. Gli esami strumentali che consentono di rilevare un aneurisma viscerale sono principalmente ecografia addominale, TC (tomografia computerizzata) e risonanza magnetica (RMN), poiché la radiografia è raramente utile per questa condizione. Una volta identificato l’aneurisma, lo studio può essere completato con eco-color-doppler, TC o risonanza magnetica mirata per valutare meglio la sua dimensione e posizione.

    • Eco-color-doppler: utile per valutare la salute delle arterie e identificare anomalie.
    • Risonanza magnetica: consente una visione dettagliata dei vasi arteriosi.
    • TC: fornisce immagini precise per la localizzazione e la valutazione dimensionale dell’aneurisma.
    • Ecografia: strumento iniziale per la diagnosi.

    Gli pseudoaneurismi viscerali devono essere trattati sempre, indipendentemente dai sintomi, mentre gli aneurismi viscerali richiedono trattamento nei seguenti casi:

    • Diametro > 2 cm
    • Soggetti giovani, soprattutto donne in età fertile
    • Aneurismi sintomatici
    • Segni di espansione rapida
    • Cause infettive

    L’introduzione delle tecniche mini-invasive endovascolari ha permesso di avviare il trattamento con metodiche imaging guidate che minimizzano i rischi e l’invasività. In molti casi, la chirurgia tradizionale è presa in considerazione solo successivamente.

    Radiologia Interventistica

    Le tecniche mini-invasive in radiologia interventistica sono eseguite sotto anestesia locale e sedazione leggera, evitando la necessità di anestesia generale. Questi trattamenti sono altamente precisi e, in alcuni casi, permettono di preservare la pervietà arteriosa. Il trattamento può includere:

    • Coiling: esclusione dell’aneurisma dalla circolazione sanguigna attraverso spirali rilasciate all’interno del sacco aneurismatico.
    • Stenting: posizionamento di uno stent per escludere l’aneurisma e mantenere il flusso sanguigno.

    Questi interventi sono eseguiti dal radiologo interventista tramite una puntura arteriosa (generalmente al braccio o all’inguine), con la guida delle immagini a raggi X.

    Nel caso in cui queste tecniche non siano applicabili, si può ricorrere alla legatura endovascolare, che consiste nell’emboilizzazione (chiusura) dell’arteria a monte e a valle dell’aneurisma. La chiusura totale del vaso è possibile senza effetti significativi se esistono vasi collaterali che garantiscono il flusso sanguigno.

    Chirurgia Tradizionale

    Il trattamento chirurgico tradizionale prevede generalmente la resezione dell’aneurisma e la ricostruzione della continuità arteriosa tramite by-pass. Altre tecniche chirurgiche possono essere valutate in base alla situazione clinica specifica.

Esame TAC per diagnosi aneurisma viscerale
Embolizzazione di aneurisma splenico con tecnica sandwich (a monte e a valle, asterischi bianchi)
Esame eco-color-doppler per aneurisma viscerale
Posizionamento di stent per trattamento di aneurisma della arteria gastrica
Trattamento chirurgico di aneurisma viscerale, intervento a cuore aperto
Embolizzazione aneurisma renale