I calcoli biliari sono piccole formazioni solide che si sviluppano quando il colesterolo e i pigmenti biliari contenuti nella bile precipitano e si aggregano in cristalli. Con il tempo, questi cristalli possono unirsi formando calcoli di dimensioni variabili. In alcuni casi, i calcoli biliari possono essere piccoli come granelli di sabbia, mentre in altri possono raggiungere la grandezza di una biglia. I calcoli biliari più grandi, chiamati anche lithiasis (litiasi), possono ostruire le vie biliari, causando sintomi come dolore acuto, nausea e vomito.
La colecisti, o cistifellea, è un piccolo organo situato sotto il fegato che immagazzina la bile prodotta dalle cellule epatiche. La bile è una sostanza importante per la digestione dei grassi. Le vie biliari sono i canali che collegano il fegato alla colecisti e al duodeno, passando attraverso la papilla di Vater. Lo sfintere di Oddi regola l’ingresso della bile nell’intestino per la digestione. Il dotto cistico permette la comunicazione tra la colecisti e le vie biliari extra-epatiche, facilitando il trasporto della bile necessaria per la digestione.
I calcoli biliari possono svilupparsi in modo asintomatico, ma quando si spostano o ostruiscono le vie biliari, possono causare gravi complicazioni come colecistite, pancreatite o colangite. La diagnosi di calcoli biliari viene generalmente effettuata tramite ecografia addominale, che consente di visualizzare la presenza di calcoli e il loro impatto sulle vie biliari.

