La Radiologia Interventistica offre trattamenti mini-invasivi e altamente efficaci, con tempi di recupero rapidi. Un esempio è l'angioplastica nel piede diabetico, che migliora la circolazione e accelera la guarigione delle ulcere, riducendo il rischio di complicanze e permettendo un rapido ritorno alle normali attività.

  • Piede Diabetico: Cos’è, Sintomi e Causei

    Il piede diabetico è una condizione caratterizzata da infezioni, ulcerazioni o distruzione dei tessuti profondi, associata a neuropatia e/o malattia arteriosa periferica negli individui con diabete.

    Secondo l’International Consensus, il piede diabetico è definito come “un’infezione, ulcerazione e/o distruzione dei tessuti profondi, associata a anomalie neurologiche e a vari gradi di vasculopatia periferica degli arti inferiori”.

    Molti pazienti, pur non avendo mai subito una lesione evidente al piede, presentano complicanze neuro-vascolari che li pongono a rischio di sviluppare il piede diabetico. Nel tempo, la definizione di piede diabetico si è ampliata, comprendendo tutte le “alterazioni anatomo-funzionali causate dall’arteriopatia occlusiva periferica e/o dalla neuropatia diabetica”, fattori che compromettono la salute e la funzionalità degli arti inferiori.

    Questo approccio evidenzia l’importanza di un monitoraggio continuo e di un trattamento precoce per evitare gravi complicanze.

    I primi segnali di allarme del piede diabetico includono formicolio e sensazione di punture di spillo al piede o alla gamba, soprattutto durante la notte, una progressiva perdita di sensibilità che rende difficile la camminata, e la comparsa di callosità non dolorose sulla pianta dei piedi.

    Tuttavia, è importante sottolineare che questi sintomi o segni clinici possono essere causati anche da altre patologie, talvolta meno gravi. In ogni caso, la comparsa di uno o più di questi segnali richiede un consulto medico tempestivo:

    • Arrossamenti, vesciche o vere e proprie lesioni a carico del piede o della caviglia
    • Dolore di qualsiasi tipo al piede
    • Difficoltà nella deambulazione
    • Cambiamenti nel colore della pelle di una parte o di tutto il piede
    • Piedi freddi
    • Gonfiore del piede o della caviglia
    • Febbre accompagnata da arrossamento o gonfiore del piede

    La neuropatia e la vasculopatia, complicanze comuni nel diabete, sono alla base di questi segni e sintomi. La neuropatia comporta una riduzione della sensibilità e la formazione di deformità (come dita ad artiglio, piede cavo o alluce valgo), che aumentano il rischio di lesioni ulcerative. La vasculopatia, invece, determina un’insufficiente afflusso sanguigno al piede, rendendo più difficile la guarigione delle ulcere, che possono infettarsi, coinvolgere l’osso e aumentare il rischio di complicanze gravi, come l’amputazione.

    Il paziente diabetico che avverte anche solo uno di questi sintomi dovrebbe rivolgersi immediatamente a un Centro Specializzato.

    Il nostro centro offre un team multidisciplinare di Medici Specialisti, ciascuno con un ruolo specifico e complementare. Diabetologi, Nefrologi, Ortopedici, Radiologi, Chirurghi Vascolari, Chirurghi Plastici, Anestesisti, insieme a un gruppo di infermieri professionisti e podologi specializzati, seguono i pazienti in tutte le fasi del trattamento del piede diabetico.

    Cause del Piede Diabetico

    Il piede diabetico è una complicanza del diabete mellito che origina da due principali fattori:

    1. Neuropatia diabetica: L’elevato livello di glucosio nel sangue può danneggiare i nervi periferici, riducendo la sensibilità del piede. Questo porta a una diminuzione della percezione del dolore e della temperatura, rendendo più probabili lesioni non avvertite che possono evolvere in ulcere.
    2. Arteriopatia periferica: Il diabete può causare un indurimento e un restringimento dei vasi sanguigni, riducendo il flusso sanguigno agli arti inferiori. Una scarsa circolazione rallenta la guarigione delle ferite e aumenta il rischio di infezioni.

    Altri fattori di rischio includono:

    • Controllo glicemico inadeguato: Livelli elevati di glucosio nel sangue possono danneggiare nervi e vasi sanguigni, aumentando il rischio di complicanze al piede.
    • Ipertensione arteriosa: La pressione alta può contribuire a danni vascolari, riducendo ulteriormente il flusso sanguigno agli arti inferiori.
    • Colesterolo alto: Elevati livelli di colesterolo possono favorire la formazione di placche nelle arterie, ostacolando la circolazione sanguigna.
    • Fumo: Il tabacco danneggia i vasi sanguigni e riduce il flusso sanguigno, aumentando il rischio di complicanze al piede diabetico.
    • Obesità: Un peso corporeo eccessivo può aumentare la pressione sui piedi, contribuendo alla formazione di ulcere.
    • Sedentarietà: La mancanza di attività fisica può compromettere la circolazione sanguigna e la salute generale dei piedi.

    È fondamentale monitorare questi fattori di rischio per prevenire o gestire efficacemente il piede diabetico.

Radiologia interventistica per trattare ulcere plantari nel piede diabetico
Trattamento di angioplastica per riaprire arterie occluse nel piede diabetico
  • Piede Diabetico: Diagnosi e Trattamenti

    Un inquadramento diagnostico accurato è essenziale per elaborare il piano terapeutico più appropriato. La presenza di un’ulcera al piede diabetico deve essere presa seriamente, poiché comporta un alto rischio di infezione, e viene trattata come un’urgenza.

    Nei centri specializzati, è disponibile un ambulatorio dedicato, dove i pazienti possono avere appuntamenti di controllo regolari o essere visitati con urgenza. In base alla valutazione, il medico deciderà se intervenire con un trattamento conservativo in regime ambulatoriale, oppure se sarà necessario un ricovero, che può essere programmato o immediato. Se la situazione lo richiede, il paziente verrà indirizzato verso strutture attive 24 ore su 24.

    Il trattamento dell’ulcera comprende diverse fasi, che includono la stadiazione della lesione e, se necessario, una toeletta chirurgica seguita da una medicazione adeguata per facilitare la guarigione.

    Per una diagnosi completa e per pianificare il trattamento migliore, potrebbero essere necessari i seguenti esami:

    • Esame microbiologico della lesione: Questo esame è fondamentale per identificare la causa dell’infezione, individuando i germi coinvolti. È essenziale per scegliere il trattamento antibiotico più mirato.
    • TAC o Risonanza magnetica: Questi esami di imaging permettono di individuare eventuali raccolte di pus profonde o sospetti di osteomielite non visibili tramite radiografie tradizionali, aiutando a definire l’estensione dell’infezione.
    • Esami del sangue: Gli esami del sangue sono importanti per monitorare l’infiammazione (tramite emocromo, VES e PCR) e per valutare il compenso glicemico (glicemia e HbA1c), poiché livelli di glucosio non controllati possono ostacolare la guarigione.
    • Esame radiografico: Utilizzato per identificare la possibile osteomielite, un’infezione ossea che può derivare da ulcere non trattate adeguatamente.
    • Ecodoppler arterioso: Un esame ecografico che permette di valutare la circolazione sanguigna a livello degli arti inferiori, per identificare eventuali problemi di circolazione legati a arteriopatia periferica, una complicanza comune nei pazienti diabetici.

    Una diagnosi tempestiva e completa è cruciale per affrontare al meglio le complicanze del piede diabetico e garantire un trattamento efficace. Non trascurare alcun sintomo e consultare un medico specializzato è il primo passo verso la cura.

    Nel trattamento delle ulcere plantari, è fondamentale intervenire con soluzioni specifiche, come calzature da medicazione con solette o tutori in scarico, che aiutano a ridurre la pressione sulle aree più vulnerabili del piede. Tuttavia, in presenza di ischemia critica del piede, dove il flusso sanguigno è gravemente compromesso, potrebbe essere necessario un trattamento più invasivo: l’angiografia e l’angioplastica.

    L’angiografia è una procedura minimamente invasiva che consente di esaminare i vasi sanguigni compromessi, mentre l’angioplastica è il trattamento che permette di riaprirli. Queste tecniche sono eseguite dal Radiologo Interventista in anestesia locale e hanno come obiettivo principale quello di ripristinare un apporto sanguigno adeguato al piede, fondamentale per migliorare la guarigione delle ulcere.

    La procedura inizia con un’incisione minima nella arteria femorale, attraverso la quale viene inserito un catetere che permette l’iniezione di un mezzo di contrasto direttamente nelle arterie della gamba e del piede. Grazie all’utilizzo delle radiazioni, il medico guida il catetere per studiare il percorso dell’albero arterioso e identificare eventuali blocchi o restringimenti. Una volta individuata la causa del cattivo apporto di sangue, si interviene utilizzando un catetere con palloncino che, gonfiandosi, riapre le arterie occluse. Questo processo permette di ripristinare la circolazione sanguigna verso il piede, facilitando la riparazione delle ulcere.

    L’intervento, che dura circa 1-2 ore, è seguito da un periodo di ricovero di 1-2 notti, durante il quale il medico monitorerà il recupero e l’efficacia del trattamento. La riapertura delle arterie porta benefici significativi al processo di guarigione delle ulcere, riducendo i rischi di infezioni e migliorando la qualità della vita del paziente, come spiegato anche in questo studio scientifico pubblicato su PubMed.

    Questa procedura è una delle opzioni più efficaci nella radiologia interventistica e, se eseguita tempestivamente, può fare la differenza nel trattamento delle complicanze diabetiche, riducendo il rischio di amputazioni e migliorando il benessere del paziente.

    Procedura di angiografia per esaminare i vasi sanguigni compromessi nel piede diabetico