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EVAR: endovascular aneurysm repair

EVAR

E’ una metodica di trattamento che prevede il posizionamento di una endoprotesi coperta all’interno della sacca aneurismatica, escludendo così la stessa dalla circolazione sistemica in modo da prevenirne l’accrescimento e quindi la rottura o nei casi di aneurisma rotto per bloccare l’emorragia.

Si tratta di una procedura che permette di prevenire il rompersi della sacca aneurismatica riducendo o addirittura azzerando il flusso ematico ad essa destinato, mantenendo inalterata la funzione del vaso. Prevede l’impiego di stent e materiali embolizzanti.

Il trattamento prevede uno studio dedicato caso per caso. L’idoneità al trattamento è decisa nel corso di una visita di radiologia interventistica. ➡️ Aneurisma dell’aorta


Procedura

La procedura viene eseguita tramite l’inserimento di un catetere attraverso una piccola incisione effettuata a livello inguinale per spingerlo poi fino a livello dell’aneurisma, osservandolo sotto la fluoroscopia a raggi X.

Il trattamento viene effettuato in anestesia locale e di solito richiede una permanenza in ospedale di 3-4 giorni. Nella maggioranza dei casi i pazienti riprendono la loro normale routine quotidiana in circa una settimana. Si tratta di una procedura più sicura rispetto all’intervento chirurgico tradizionale e richiede una ridotta degenza ospedaliera. Nei casi più complessi o ad alto rischio chirurgico, è l’unica possibilità. Per il completo recupero sono in genere necessarie dalle 2 alle 4 settimane, che sono molto meno rispetto ai 3-6 mesi necessari nel caso di intervento chirurgico a cielo aperto. Solo in pochi casi potrebbe essere necessario ripetere la procedura a distanza di qualche mese.

Il trattamento endovascolare può essere associato a normali dolori post-operatori, ma si caratterizza per un rischio di complicanze che è ridotto se comparato all’intervento chirurgico a cielo aperto. Quando viene impiegato uno stent, è sempre necessario sottoporsi a periodici controlli per assicurarsi che sia ancora pervio. Le stime ad oggi disponibili contemplano un 10% di possibilità di doversi sottoporre a un secondo intervento. Le potenziali complicanze dipendono dall’organo interessato e sono discusse caso per caso con il soggetto in cura.




Follow up

Necessarie visite di controllo e esecuzione di ecografia con mezzo di contrasto e/o TC durante il follow up per un corretto monitoraggio.











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