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Tumori del rene

Il tumore del rene è il tumore più frequente dell’apparato urinario, dopo vescica e prostata.
La forma più frequente è l’adenocarcinoma.
Che cosa sono i

Tumori Renali

Un tumore renale, è una crescita anormale di cellule nel rene che vanno a costituire una “massa”. Le “masse” che si formano in quest’ultimo possono essere benigne (non cancerose) o maligne (cancerose). Una massa su quattro è di tipo benigno. Di solito, quelle con dimensioni più piccole sono benigne, quelle più grandi tendono ad essere maligne. Alcuni tumori hanno una crescita più lenta, a differenza di altri in cui questa è più aggressiva. I tumori aggressivi si formano, crescono e si diffondono molto rapidamente. La maggior parte delle crescite tumorali del rene (circa il 40%) sono piccole masse localizzate. Ciò significa che il tumore non si è diffuso dal luogo in cui ha avuto origine. Le principali classi di tumore sono:



Carcinoma a cellule renali (RCC)

Sono i più comuni tumori maligni nel rene. Si trovano nella parete del tubulo renale. Gli RCC possono è essere presenti all’interno del rene, come uno o più tumori.


Carcinoma renale papillare

Sono i secondi più frequenti. Ha origine dall’epitelio del tubulo renale e ha crescita papillare; può raggiungere grandi dimensioni.


Carcinoma cromofobo

Ha origine dalle cellule intercalate dei dotti collettori. In genere è sporadico, anche se sono stati descritti diversi casi familiari associati alla sindrome di Birt-Hogg Dubé


Carcinoma dei dotti collettori

E’ un sottotipo raro (<1%) e aggressivo di carcinoma delle cellule renali, che origina nell'epitelio dei dotti collettori distali e di solito esordisce con ematuria, dolore al fianco e la presenza di una massa addominale palpabile,


Carcinoma renale midollare

E’ anche esso raro ed aggressivo; è caratterizzato dalla presenza di un tumore infiltrante solido di grandi dimensioni, che presenta foci simili a microascessi localizzati nella midollare renale.


Altri tumori renali

Carcinomi renali associati a traslocazioni cromosomiche

Carcinoma a cellule fusate e tubulare mucinoso


Carcinoma renale tubulo cistico

Carcinoma renale associata a malattia cistica acquisita

Carcinoma renale non classificabile

Tumore di Wilms o nefroblastoma


Tumori del rene benigni

Adenoma papillare

Oncocitoma

Angiomiolipoma

Cisti semplici

Cause

Non c’è una causa accertata per lo sviluppo dei tumori renali. L’incidenza aumenta con l’aumentare dell’età, il picco è circa a 60 anni. Tra i fattori di rischio possono essere annoverati:

Il fumo

( I fumatori di sesso maschile sono a maggior rischio rispetto alle donne)


L’Obesità

dieta sbilanciata


Familiarità per ipertensione

Dialisi renale in corso

L’esposizione a prodotti chimici sul posto di lavoro

Ereditarietà

(molto rare quali la sindrome di von Hippel-Lindau, trasmessa con il gene VHL)






Sintomi

La maggior parte delle masse ai reni sono asintomatiche nelle prime fasi.

In caso di presenza di sintomi, essi potrebbero essere:

Ematuria (sangue nelle urine)

Dolore al fianco tra le costole ed il bacino

Dolore persistente su un lato della schiena ( non causato da un incidente o di origine muscolo-scheletrica)

Perdita di appetito

Perdita di peso non causata da diete

Febbre persistente non dovuta da infezione

Anemia cronica




Diagnosi

Oltre la metà dei casi di masse al rene viene individuata casualmente. Spesso vengono scoperti durante ecografie, analisi generiche o durante visite mediche eseguite per altre ragioni.

Non esiste nessun test di laboratorio eseguito di routine per individuarle.

Ecco gli esami che vanno eseguiti:


Anamnesi ed Esame Obiettivo


Screening metabolico completo o di base, mediante analisi del sangue


Esami delle urine per il controllo di infezioni, sangue e proteine nelle stesse


Ecografia: rilevano immagini dei reni e degli organi utilizzando gli ultrasuoni


Biopsia renale

potrebbe essere necessaria una biopsia per individuare il tipo di tumore riscontrato. Tale procedura
consiste nel rimuovere ed analizzare cellule o sezioni di organi: è una procedura eseguita sotto guida radiologica. Un patologo osserverà i campioni al microscopio. I risultati potrebbero indicare se il tumore si sia sviluppato dai reni o da un’altra zona del corpo.


Esame emocromocitometrico completo (FBC) per il controllo di sostanze specifiche


I pazienti con età <50 anni

o con familiarità per trombosi, o con più di un evento trombotico, vengono sottoposti a screening per trombofilia secondo gli esami ematici (Dosaggio antitrombina, Mutazione 20210A della protrombina, Dosaggio Proteina C e Proteina S, Fattore V Leiden, Fibrinogeno, Anticorpi antifosfolipidi (LAC, ACA, anti-beta 2 glicoproteina, Omocisteina)


Esami per la funzionalità renale per verificare il lavoro dei reni, mostrando se stiano eliminando gli scarti nel modo corretto


Tomografia computerizzata e risonanza magnetica per diagnosticare ed individuare lo stadio delle masse ai reni localizzate (TC o TAC e RM)


Scintigrafia ossea e radiografia del torace per controllare se il cancro si sia diffuso


Trattamenti

L’asportazione del tumore o del rene colpito da tumore è stata per molti anni la strategia di prima linea. In genere per tumori di piccole dimensioni, è possibile eseguire una asportazione parziale del rene.
Oggi gli ultimi dati in letteratura, grazie allo sviluppo delle tecniche ablative, mostrano una sovrapponibilità di risultati a lungo termine tra queste terapie e la chirurgia, per tumori di piccole dimensioni.

Inoltre, in pazienti non operabili (per la presenza di comorbidità) o che rifiutano l’intervento chirurgico o in alcuni casi bridge per l’intervento chirurgico, la Radiologia Interventistica ha oggi un ruolo sempre più importante.
La ablazione dei tumori renali è una procedura sicura ed efficace in mani esperte e permette senza eseguire tagli sulla cute, di posizionare un ago nel contesto del tumore e di bruciarlo. L’ago viene posizionato sotto guida ecografica, TC o CBCT o usando 2 delle tecniche suddette in maniera combinata. Per “bruciarlo” può essere usato il caldo o il freddo. Nel primo caso le metodiche più usate sono la radiofrequenza e le microonde, nel secondo la crioablazione.

Ablazione di un tumore renale eseguita con guida ecografica, ecografia con mezzo di contrasto e CBCT (Xper CT)


Ablazione di un tumore renale eseguita con guida ecografica e TC

L’immagine fa notare quanto piccolo è il volume di parenchima renale che viene sacrificato per una ablazione di un tumore renale di un tumore < 3 cm

Altra possibilità della Radiologia Interventistica è la embolizzazione.

Quest’ultima ha 4 scopi:

Bridge per l’intervento chirurgico (prima della chirurgia per limitare le perdite ematiche)

In urgenza per tumori sanguinanti che hanno causato anemizzazione


Palliativa (per tumori di grosse dimensioni, non operabili e/o sanguinanti)


Managment delle complicanze emorragiche post-chirurgiche


Voluminoso tumore renale sanguinante, che ha determinato anemizzazione

Emorragia di un angiomiolipoma (lesione renale benigna)


Tutti i trattamenti descritti sono applicabili sia per tumori primitivi che per tumori secondari del rene.

Con le metodiche descritte è inoltre possibile trattare lesioni renali benigne, le più frequenti sono gli angiomiolipomi, al fine di ridurre l’alto rischio emorragico a cui questi sono legati e di migliorare i sintomi che questi possono comportare (senso di pesantezza, dolore al fianco, etc).



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Questo sito è rivolto in primis a chi vuole saperne di più sulla Radiologia Interventistica, branca della Medicina in continua evoluzione, che ha rivoluzionato l’approccio di molte patologie, talvolta semplificandolo; i campi di applicazione spaziano dalla diagnosi alla terapia.




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