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Infiltrazione articolare

Un’infiltrazione consiste in un’iniezione di un farmaco all’interno della articolazione o nel tessuto peri-articolare dove si trova l’infiammazione.

Infiltrazioni



Consiste nell’iniezione di uno specifico farmaco all’interno di una o più articolazioni. Lo scopo è quello di ridurre l’infiammazione ed il dolore che possono interessare un’articolazione, un tendine o un nervo.

In questo tipo di iniezioni si utilizzano solitamente farmaci antinfiammatori, a base di cortisone, degli anestetici locali, soluzioni di acido ialuronico o di collagene. L’acido ialuronico è stato il primo ad essere utilizzato per queste tecniche, permettendo di “lubrificare” una particolare articolazione danneggiata a causa di traumi, dall’usura o da particolari predisposizioni anatomiche.

Negli ultimi anni, nelle infiltrazioni articolari si utilizzano anche dei preparati “biologici”. Questi, i cosiddetti fattori di crescita piastrinici (PRP) o le cellule staminali, hanno lo scopo di innescare la riproduzione di numerosi tipi di cellule (condrociti, osteoblasti, ecc.), di lenire l’infiammazione e di aiutare i tessuti durante il loro processo di riparazione.



Quando devono essere eseguite?

Quando ?

E’ possibile infiltrare nelle articolazioni diversi tipi di farmaci, ma i più usati sono gli antinfiammatori steroidei e l’acido ialuronico. I primi vengono impiegati in condizioni flogistiche articolari di varia eziologia, mentre il secondo ha come maggiore indicazione l’osteoartrosi o comunque una condizione in cui ci sia una “degenerazione” articolare. L’osteoartrosi consiste in un’alterazione degenerativa della cartilagine articolare che colpisce circa il 10% della popolazione adulta generale e il 50% delle persone che hanno superato i 60 anni di età; si sviluppa principalmente a carico delle articolazioni maggiormente sottoposte ad usura, come le anche (coxofemorale) e le ginocchia (femoro-rotulea e femoro-tibiale).

I sintomi tipici sono il dolore, la limitazione del movimento, la rigidità e, nei casi più avanzati, una vera e propria deformità articolare. L’azione “viscosupplementante” dell’acido ialuronico permette di ridurre sensibilmente i sintomi e di favorire la mobilità articolare, in modo da procrastinare o talvolta evitare l’intervento di protesizzazione.



Come si esegue?

Procedura

Solitamente, l’infiltrazione articolare viene “guidata” da un esame ecografico che permette di individuare con precisione l’area che presenta l’infiammazione ed i relativi punti da “trattare”.

Il principale risultato che si ottiene grazie alle procedure di infiltrazione articolare è una immediata diminuzione del dolore della parte interessata, sia essa una articolazione, un tendine o un nervo.

La tecnica d’esame consiste nella:

Preparazione del paziente, sterilizzando la cute con Betadine ® o analogo disinfettante.

Localizzazione sotto guida ecografica dello spazio articolare corrispondente

Introduzione di ago dal calibro variabile da 20 a 21 G nello spazio articolare precedentemente individuato

Iniezione del farmaco

Disinfezione della cute


Possibili complicanze

Complicanze

Le infiltrazioni articolari di farmaci possono causare sintomatologia dolorosa nelle ore successive al trattamento, la quale può avere risoluzione spontanea o venire trattata con antinfiammatori per via orale. Nei casi in cui venga infiltrato un antinfiammatorio steroideo in soggetti diabetici è necessario un monitoraggio più frequente della glicemia nelle 24 ore successive al trattamento, in quanto è possibile che questo determini un incremento della glicemia; non sono invece segnalati casi di aumenti pressori nei soggetti ipertesi se sotto terapia adeguata.

Le complicanze infettive sono di frequenza trascurabile, se si provvede alla sterilità della cute, della sonda ecografica e se gli operatori sono muniti di mascherina e guanti sterili.

Eventuale tendenza ad emorragie spontanee, la presenza di malattie cardiocircolatorie, l’ipersensibilità nei confronti di alcuni farmaci o altre eventuali ulteriori manifestazioni allergiche devono essere rese note al Medico che esegue l’indagine.







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